Fortuna critica
Erma ZagoDopo la morte, la sua opera viene proposta nella Iª Mostra postuma che, nel 1956, gli è dedicata alla Galleria Gussoni di Milano, in via Manzoni, dal 7 al 17 gennaio.

Sulle pagine del "Corriere d'Informazione" del 12 gennaio, Mario Lepore commenta: "Zago, allievo di Dall'Oca Bianca, fu buon figlio del suo tempo; ebbe doti di colorista, sincerità d'accenti, capacità tecnica. Tutto ciò è ben constatabile nelle sue opere, tra le quali più ci piacciono alcuni paesaggi romani che ci pare segnino un momento interessante della sua pittura."

Anche Raffaele De Grada si sofferma sulla mostra, nella rubrica radiofonica "Arti Plastiche e Figurative". Ricordando Zago come un allievo di Dall'Oca Bianca, "ma del maestro assai più artista", il critico ricorda che egli "ha dipinto nei primi 40 anni del nostro secolo, ma le sue forme si ispirano ancora all'Ottocento, più che a Dall'Oca, a Milesi, ai Ciardi e, per quanto così diversa la tradizione, anche a Monticelli e a Spadini. Si comprende dunque che Zago, buon pittore, ha peccato tuttavia di eclettismo. Ma, nella maggior parte delle opere qui esposte, specialmente le più piccole, Zago si manifesta ottimo pittore nell'eliminare l'inutile cincischiamento di tanta pittura veneta dell'Ottocento."

Nel 1991, dall'11 al 20 giugno, una Mostra Antologica viene proposta ad Asti nel Palazzo dell'Amministrazione Provinciale.

Nel 1993, nel mese di giugno, la Galleria "La Finestrella" di Canelli gli dedica una mostra antologica, presentando trenta opere. La mostra offre alcuni elementi di particolarità che giova rimarcare. Fra le opere stesse, oltre a quelle dai temi più ricorrenti e conosciuti, figurano e sono riprodotti in catalogo anche alcuni esempi di quella ritrattistica che Zago, da quanto risulta dalle mostre via via elencate, sempre alquanto parsimoniosamente espose. Insieme all'Autoritratto, sono soggetti familiari quali Ritratto di giovane donna, Ornella, Una modella speciale, Ritratto della madre, Ritratto di Franco (pastello). Si tratta, come mette bene in evidenza Laura Bosia nella prefazione al catalogo della mostra, delle "buone boccate d'aria" dell'artista, quasi di sue "evasioni", delle sue "liberissime ispirazioni" con cui egli esce "dai soliti soggetti della sua arte. Con una coerenza ed una limpidezza di sguardo notevolissime. Con risultati artistici altrettanto notevoli." Infine concludendo: "Accennavamo, prima, ai temi non tradizionali di Erma Zago, per introdurre, non senza una qualche ambizione di sottolineatura, quella fonte di ispirazione del pittore meno nota, ma altrettanto veritiera... Ci chiediamo se Erma Zago abbia seguito del tutto la propria vocazione pittorica, se cioè seguendo gli itinerari tradizionali ed obbligati dei pittori professionisti del tempo non abbia invece fatto un torto al suo istinto più intimo di narratore di figure, di persone, di emozioni... Erma Zago sapeva raccontare, con più riflessiva attenzione, emozioni singole ed affetti, indugiando con risultati felici anche nell'analisi di un volto, di uno sguardo, di un sentimento." In secondo luogo, nello stesso catalogo, A.G. (Angelo Gilardino), basandosi sul materiale da noi reperito con ricerche di archivio e di emeroteca, traccia per la prima volta un profilo biografico al momento quanto più possibilmente completo dell'artista.

Vale la pena di mettere in rilievo che alcuni mesi dopo, nel dicembre del 1993, il noto gallerista toscano Antonio Parronchi, in una intervista pubblicata sul mensile "Antiquariato", interrogato in proposito, in una rosa di nomi di artisti da indicare ai collezionisti come meritevoli della loro attenzione, cita proprio anche quello di Erma Zago.

Nel 1997 vengono dedicate all'artista due mostre commemorative, dapprima dal 14 al 27 giugno presso la Galleria Fra Giocondo in Piazza dei Signori a Verona e poi dall'8 al 30 novembre presso l'ex sede municipale di Bovolone, con il concorso della Città di Bovolone, della Biblioteca Civica "Mario Donadoni", dell'Assessorato alla Cultura e della Pro Loco. In quest'ultima occasione, in cui la Città natale rende omaggio al figlio illustre, interviene per l'inaugurazione della mostra Lia De Pra Cavalleri, con il testo più sopra citato dal titolo "Erma Zago. Un pittore tra Ottocento e Novecento". Da ultimo, a cinque anni da quella del 1993, l'attuale nuova mostra alla Galleria La Finestrella di Canelli costituisce occasione la più propizia per offrire qui, sulla base di documentazione e di notizie nel frattempo ulteriormente conseguite, un contributo di approfondimento, per tentare di raggiungere, nel percorso di rivisitazione e di studio, un punto forse più avanzato e beninteso non esaustivo, capace tuttavia di suscitare interventi successivi per la definizione del percorso umano e dell'arte di Erma Zago.

Testi a cura di Francesco Sottomano