Un pittore tra ’800 e ’900.

Autoritratto-homeNel ripercorrere la vicenda personale e artistica di Erma Zago sorprende la modernità delle sue scelte di vita che lo connotano artista del “nuovo secolo”, quel ‘900 ricco di rivoluzionarie innovazioni nei più svariati campi del sapere, della tecnica, dell’arte.

Sostenuto dalla famiglia, Erma organizza con grande cura la propria formazione sin da ragazzo. Dapprima frequenta la scuola di disegno in paese poi, a tredici anni, volendo studiare per affermarsi come pittore, sostiene l’esame di ammissione all’Accademia Cignaroli di Verona, dove rimane sino alla fine del corso di studi, nel 1887.

Nel 1901 lascia paese e famiglia per trasferirsi a Milano. Appassionato osservatore, non manca giorno che non disegni cogliendo volti ed espressioni sempre diversi, manifestando un’attenzione sincera verso l’umanità tutta. Nascono così alcuni tra i suoi temi di maggior successo, realizzati con una tavolozza vivace e festosa: balie e bambini, con una speciale attenzione all’evoluzione della moda sia femminile che maschile che puntualmente documenta nelle tele.

Le sedi espositive più prestigiose di Milano – La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell’Accademia di Brera, la Famiglia Artistica Milanese … – ospitano regolarmente sue opere.

Nel 1923 anche il Re Vittorio Emanuele III acquista il dipinto – La vasca dei Giardini Pubblici di Milano – destinandolo alle collezioni d’arte del Quirinale.

Per ampliare il proprio repertorio l’artista viaggia soggiornando in numerose città d’arte: Roma, Venezia, Napoli, Verona e altre ancora, di cui coglie scorci e vedute in fotografie che riprende poi nei dipinti. Sempre più numerose sono anche le committenze di ritratti sia a olio che fotografici.

Il riconoscimento più importante gli viene attribuito nel 1924 dal Consiglio Accademico dell’Accademia di Brera che lo inserisce
tra gli artisti di maggior valore eleggendolo Socio Onorario della Regia Accademia.

 

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